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Riscatto della laurea a fini pensionistici ai sensi della legge n.247 del 24/12/2007

 

 

Soggetti interessati

 Al meccanismo di riscatto dei corsi universitari  sono stati ammessi anche i soggetti non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e coloro che non hanno iniziato l'attività lavorativa.

 Cioè i lavoratori dipendenti, i lavoratori autonomi, i lavoratori iscritti ai Fondi speciali di previdenza e i lavoratori soggetti al contributo per il lavoro parasubordinato (collaboratori coordinati e continuativi, venditori porta a porta, liberi professionisti senza Cassa di categoria) possono coprire, con i contributi, il periodo del corso legale di laurea .

Ed ecco così comparire  la novità  contenuta nella legge per il riscatto della laurea, per chi non lavora, per chi fa lavori intermittenti e discontinui, per chi perde il lavoro.

 

  

Cosa riscattare

 La laurea e i titoli equiparati.

Sono equiparati alla laurea:

  • la laurea conseguita all'estero purché sia riconosciuta o abbia valore legale in Italia;
  • le lauree in teologia o in altre discipline ecclesiastiche conseguite presso facoltà riconosciute dalla Santa Sede.

Sono riscattabili anche i periodi di studio per conseguire il diploma di tecnico di audiometria, fonologopedia e audioprotesi rilasciato da una scuola universitaria.
A seguito della normativa introdotta dal decreto legislativo 184 del 30 aprile 1997 in materia di riscatto di laurea, in vigore dal 12 luglio 1997, sono riscattabili anche, sempre che non siano coperti da contribuzione, i periodi corrispondenti alla durata dei corsi di studio universitario a seguito dei quali siano stati conseguiti:

  • i diplomi universitari (corsi di durata non inferiore a due anni e non superiore a tre);
  • i diplomi di specializzazione;
  • i dottorati di ricerca, successivi alla laurea di durata non inferiore a due anni.

 

Il riscatto può riguardare tutto il periodo o singoli periodi.
A partire dal 12 luglio 1997 è data la facoltà di riscattare due o più corsi di laurea, anche per i titoli conseguiti anteriormente a questa data. E' necessario che i titoli conseguiti per i corsi di laurea siano rilasciati da un'università.

 

 

Requisiti  necessari  e

Come effettuare il riscatto

 

  • Aver conseguito il diploma di laurea o titoli equiparati;
  • aver versato almeno un contributo settimanale all'Inps in qualunque momento della vita assicurativa;
  • i periodi per i quali si chiede il riscatto non devono essere coperti da contribuzione obbligatoria o figurativa o da riscatto chiesto in altri regimi previdenziali.

La domanda può essere presentata in qualsiasi momento, ma è conveniente chiedere il riscatto al più presto perché, più ci si avvicina all'età del pensionamento, maggiore è la somma da pagare per il riscatto.

 

Poiché le nuove disposizioni migliorative si applicano esclusivamente per le domande presentate dal 1 gennaio 2008, è consigliabile che il lavoratore che abbia già presentato istanza di riscatto recentemente della laurea, ma non ancora definita dall’amministrazione , rinunci alla vecchia domanda e ne ripresenti una nuova.


La domanda va presentata alla propria Sede dell'Inps, direttamente dall'interessato, o tramite uno degli Enti di patronato riconosciuti dalla legge, compilando l'apposito modulo "RL1".

Al modulo va allegato:

  • il certificato rilasciato dall'Università che attesti il conseguimento del diploma di laurea o il tipo di diploma (in caso si tratti di diploma universitario diverso dalla laurea) e gli anni in cui si è effettivamente svolto il corso legale di studi;
  • il mod. 01M/sost. rilasciato dal datore di lavoro che attesta la retribuzione percepita al momento della domanda.

Il riscatto può essere chiesto anche dai familiari superstiti che hanno diritto alla pensione di reversibilità

 

In caso di mancato accoglimento della domanda è possibile presentare ricorso all’Inps

 

 

Importo del riscatto

  • L’importo è calcolato dall’Inps sulla base della retribuzione media pensionabile riferita alla data della domanda.
    L’Inps invia al domicilio del richiedente i bollettini per il pagamento e comunica la somma da pagare
  • Gli oneri del riscatto potranno essere pagati in unica soluzione  oppure senza interessi attraverso 120 rate mensili (10 annioppure con un numero di rate pari ai mesi di durata del corso.
    Il riscatto potrà essere richiesto anche prima dell’inizio dell’attività lavorativa. In questo caso il contributo per ogni anno da riscattare è pari all’importo derivante dall’applicazione dell’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche per i lavoratori dipendenti (33%) al minimale imponibile per artigiani e commercianti (13.919 euro per il 2008).
    Il mancato versamento della prima rata nei termini indicati dall'Inps è considerato come rinuncia alla domanda.
  • Il tardivo versamento della prima rata può essere considerato come nuova domanda.
  • Se l'assicurato chiede la pensione quando ancora non ha finito di pagare le rate, le somme ancora dovute devono essere versate in un'unica soluzione.
  • Se il riscatto è richiesto da un pensionato non è possibile ottenere il pagamento rateale e il relativo importo deve essere pagato entro 60 giorni.

Per conoscere l’importo preciso “al millesimo”  conviene rivolgersi all’INPS e , per i nostri iscritti, presentando la tessera di scirizione, anche alle ACLI.

Comunque per avere un’idea approssimativa  dell’importo del riscatto, forniamo la  formuletta da applicare per:

i soggetti non iscritti ad alcuna forma obbligatoria di previdenza e coloro che non hanno iniziato l'attività lavorativa.

Gli oneri del riscatto potranno essere pagati senza interessi attraverso 120 rate mensili (10 anni) senza interessi oppure con un numero di rate pari ai mesi di durata del corso. Il contributo da versare non è poi più calcolato in base al sesso, alla speranza di vita e all'importo teorico della pensione ma sulla base dei minimi vigenti sul mercato. Si dovrà pagare per ogni anno di studi il 33% del reddito imponibile degli autonomi che  è stato fissato per il 2008 ad 13.819 euro con un costo annuo di 4.560 euro.

Stipendio minimo commercianti ecc..  x    33%  *   x     n. anni da riscattare

i lavoratori dipendenti:

fa invece fede la retribuzione lorda dell'ultimo anno di attività    x    33%  *   x     n. anni da riscattare

* aliquota contributiva che varia a seconda dei  settori lavorativi

 

 

IN CONCLUSIONE

è agevolato il riscatto per coloro che hanno iniziato a lavorare dopo l'1/1/1996 e sono quindi nel sistema pensionistico contributivo (ammontare pensione calcolato facendo riferimento all’intero percorso lavorativo) ma il riscatto della laurea è agevolato anche  per chi è  nel sistema retributivo (pensione calcolata in base agli ultimi stipendi percepiti) e misto .

A queste cifre il riscatto è conveniente? La risposta non è ambivalente e andrebbe valutata a seconda i casi. Tendenzialmente i vantaggi maggiori, anche in questo caso, andrebbero per chi rientra nel sistema di calcolo retributivo (pensione calcolata in base agli ultimi stipendi percepiti). Sensibilmente minore il risparmio per gli sfortunati a cui sarà applicato il metodo contributivo (pensione uguale a ciò che è stato versato durante la carriera lavorativa). Anzi per quest’ultimi la scelta di ricorrere alla previdenza complementare potrebbe, addirittura, comportare maggiori guadagni.

 

 

Benefici e Convenienza del riscatto:

 fiscali

 

 

 

per il computo dell’età pensionabile

 

 

 

 

 

 

totalizzazione o cumulo dei contributi

 

 

  

 

 

 

 

Per chi  lavora, le somme versate nell’anno sono interamente deducibili dal reddito

 Per chi non lavora, sono i soggetti a cui è a carico che godranno dei benefici fiscali. Ad esempio i I genitori che decidessero di aiutare il figlio laureato potranno detrarre il contributo nella misura del 19% dell'importo stesso

  

Va poi sottolineato come gli anni riscattati saranno considerati validi ai fini del computo dell'età pensionabile anche per i lavoratori soggetti al regime contributivo per cui è possibile cumulare tutti i contributi maturati in qualsiasi gestione pensionistica per ottenere un'unica pensione (in precedenza per chi era nel contributivo la laurea non aveva effetto sul diritto alla pensione ma solo sulla sua misura)

 

 

Per le lavoratrici e i lavoratori che sono nel sistema retributivo o misto saranno sufficienti tre anni e non più sei di anzianità contributiva per cumulare i contributi versati nelle varie gestioni.

Per le lavoratrici e i lavoratori che si trovano nel sistema contributivo d'ora in poi è possibile cumulare tutti i contributi versati anche se si raggiunge il diritto a pensione in una singola gestione.

Prima, questa possibilità era molto limitata: si potevano cumulare i contributi solo se non si raggiungeva il diritto a pensione in nessuna gestione.