AMBIENTE DI LAVORO:
QUANDO LA SITUAZIONE DIVENTA INSOSTENIBILE
A seguito delle ripetute segnalazioni di ritardi negli interventi di manutenzione e di malfunzionamenti degli impianti di riscaldamento, la delegazione aziendale, presente anche il Direttore Generale, nell’incontro del 17 gennaio 2008, aveva riferito di aver interessato la Direzione Immobili, quale struttura della Capogruppo deputata della gestione del servizio, di mettere a punto un piano di interventi in grado di fronteggiare la delicata situazione. La stessa si era impegnata a “calendarizzare” in tempi brevi gli interventi stessi.
A distanza di sei mesi da quella occasione constatiamo con rammarico che tutto ciò che era stato preannunciato quasi nulla è stato fatto! Anzi, in taluni casi, anche gli interventi già programmati sono stati rinviati a data da destinarsi.
L’ondata di caldo di questi ultimi giorni ha fatto precipitare drammaticamente la situazione. Le emergenze dell’anno scorso si sono riproposte con la stessa gravità anche quest’anno. Tutto questo a dimostrazione che nessuna pianificazione di interventi era stata affinata, né tanto meno erano stati programmati percorsi di manutenzione e verifica del funzionamento degli impianti.
Nell’incontro del 27 giugno scorso la stessa Azienda ha ammesso che nel giro di soli 3 giorni la Direzione ha ricevuto dalle dipendenze oltre 20 richieste di intervento per impianti di climatizzazione fuori uso. La situazione in alcuni casi ha raggiunto uno stadio di vera emergenza. La Direzione Generale della BdA ha istituito un vero e proprio “comitato di crisi”, una sorta di osservatorio permanente composto dal Direzione Generale, ATO, Personale e Presidio Tecnico, task force che si riunisce tutti i pomeriggi per fare il punto.
Molte segnalazioni sono giunte anche alle OO.SS. e riguardano principalmente impianti in blocco: gli interventi avvengono in ritardo, tempi biblici, tecnici impreparati a fronteggiare le situazioni, riparazioni che risolvono il problema solo per pochi giorni a volte ore.
Vi sono invece dipendenze che necessitano di urgenti interventi di ammodernamento; altre si presentano mal mantenute, guasti (bagni, ascensori) segnalati da mesi che non vengono riparati. Le pulizie nelle filiali vengono effettuate in maniera superficiale e assolutamente insufficiente.
In tutta questa vicenda ciò che lascia più sconcertati è il fatto che l’Azienda, oltre alle buone dichiarazioni di intenti e ad aver attivato un presidio per tentare di fronteggiare l’emergenza, dichiara di essere consapevole che tali condizioni ambientali si ripercuotono negativamente anche sulla clientela con danno economico alla Banca, sostenga di non essere in condizione di intervenire in qualche modo!
La ragione andrebbe ricercata nel fatto che su tutte le questioni riguardanti la manutenzione degli impianti e degli interventi strutturali, ogni decisione è della competente struttura di Capogruppo.
Naturalmente analogo ragionamento viene fatto quando si parla di pulizie e di ambiente di lavoro. La BdA non è titolare di nessun contratto di appalto perché tutti gli appalti sono in carico alla Capogruppo.
Le “giustificazioni” aziendali, non ci soddisfano in alcun modo! I disservizi e i danni di certe scelte strategiche e organizzative, ricadono in modo pesante sulle lavoratrici e sui lavoratori di questa Banca Rete. Questo stato di cose non può protrarsi ulteriormente e francamente poco importa sapere a chi vadano attribuite le responsabilità.
Certo è importante che sia stata messa in campo un’azione urgente per fronteggiare dignitosamente le emergenze ma è anche indispensabile che da subito venga messo in campo un serio e rigoroso piano di interventi che possa portare in tempi ragionevoli ad un graduale ammodernamento della rete e ad un sostanziale miglioramento delle condizioni di vivibilità delle nostre filiali.
L’Azienda ci ha comunicato che esistono diversi progetti e piani di ristrutturazioni e “restyling”, abbiamo chiesto di conoscere gli interventi in programma e i tempi stimati per la realizzazione perché vogliamo seguire passo passo ogni lavoro e fare in modo che quanto programmato proceda secondo la scaletta progettata.
Abbiamo inoltre chiesto che, in attesa di interventi strutturali o comunque risolutivi, venga fronteggiata immediatamente l’emergenza caldo anche attraverso l’installazione, dove necessario, di macchine refrigeranti in numero adeguato.
15 luglio 2008
SEGR. COORDINAMENTO BANCA DELL’ADRIATICO