FONDO DI SOLIDARIETÀ:  E-MAIL DELEGA “ECOCERT”

ovvero

 Quando il linguaggio SCHIACCIA le  PERSONE

Con riferimento all’accordo aziendale sull’esodo sottoscritto il giorno 29 c.m. nel corso della trattativa, con riguardo alle modalità applicative, avevamo segnalato e sostenuto l’opportunità di non replicare, limitatamente all’ultimo paragrafo, la formulazione che aveva già suscitato in Intesa-Sanpaolo diffuse e motivate reazioni di protesta, ma di concludere – invariata la sostanza  - con diversa forma.

Al contrario, nella mail inviata  la frase
Si fa presente che nel caso in cui, sussistendo i presupposti per l’invio della predetta documentazione, Ella non vi provvedesse, o vi provvedesse segnalando dati non conformi alla sua situazione previdenziale reale, la Società si vedrà costretta a valutare il Suo comportamento, ad ogni conseguente effetto, per l’eventuale adozione dei provvedimenti del casoè stata puntualmente riconfermata.

 Comprendiamo la necessità da parte della Capogruppo di perseguire la più ampia  conformità nelle comunicazioni rivolte al personale, ma ignorare del tutto la raccomandazione delle OO.SS. manifesta una PREOCCUPANTE  e IMPROVVIDA caduta di stile.

ABBIAMO PERTANTO TEMPESTIVAMENTE STIGMATIZZATO L’ACCADUTO CON UNA LETTERA ALLA DIREZIONE E ALLA CAPOGRUPPO  

Riteniamo sarebbe stato più felice utilizzare un linguaggio improntato ad una maggior cordialità al posto di irriguardosi moniti inquisitori.

Annunciare con tono minaccioso indefinite sanzioni (quali?), dubitando all’origine dell’onestà delle lavoratrici e dei lavoratori interessati - persone consapevoli e mature -  se da un lato  esalta un profilo aziendale autoritario (a discapito di una corrispondente perdita di autorevolezza), dall’altro produce una gratuita, immotivata e ingiusta mortificazione ad una platea di persone ben più vasta dei soli destinatari delle lettere. 

Ciò non predispone al meglio il contesto anche per le future prove che ci attendono.

1-8-2008

LE SEGRETERIE DI COORDINAMENTO BANCA DELL’ADRIATICO